Progetti - Liberamente

Associazione di Promozione Sociale no profit
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Attività
Progetto Laboratori Famiglia
PROGETTO LABORATORI COMPITI
ARMADIO DELLA SCUOLA
SPORTELLO SOVRAINDEBITAMENTO
PROGETTO ITIS (Contesto e azioni progettuali)


Il Progetto Laboratori Famiglia è un luogo informale, accogliente,dove le persone e le famiglie hanno opportunità di incontrarsi, conoscersi e far crescere nuove amicizie, solidarietà, reciprocità e ben-essere. Le attività proposte e pensate insieme ai cittadini, intendono vedere questi come protagonisti con l’aiuto degli operatori , dei volontari e di tutta la comunità stessa.

Il Progetto Laboratorio Compiti nasce circa 11 anni fa da un’idea dell’Associazione LiberaMente e presentata  nell’ambito del Bilancio Partecipativo 2010 del Comune di Parma.

Dal 2010 il progetto è stato supportato dall’Amministrazione comunale e dal 2019, a seguito di un bando pubblico, è in convenzione con il Comune di Parma-Centro per le Famiglie Famiglie; LiberaMente coordina l’attività della rete delle associazioni che gestiscono i laboratori dislocati in diversi quartieri della città.
L’attività principale di questo progetto è di sostenere le famiglie nelle attività di studio e compiti dei figli/e (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) con l’aiuto di volontari, in un clima disteso e informale valorizzando la comunicazione e costruendo un’unione fra famiglie e volontari stessi. La finalità del progetto non è solo quella di incrementare il rendimento e la competenza scolastica bensì di supportare il bambino all’interno del suo contesto di relazioni. I volontari svolgono un’azione di facilitatori dei rapporti con le famiglie dei bimbi e, se richiesto, intervengono a loro sostegno nei rapporti con le scuole. Durante l’anno vengono organizzate feste, attività di socializzazione, merende, spazi di gioco che uniscono volontari, famiglie e bambini.

                      

Il progetto intende, inoltre, porre l’attenzione   sulle   politiche   per   la   partecipazione   e   la   responsabilizzazione   dei cittadini, facilitando lo sviluppo della comunità attraverso le relazioni di prossimità e lo sviluppo di reti fra cittadini che si mettono in gioco costruendo relazioni di fiducia e di aiuto reciproco nell’interesse comune del benessere della comunità.

Per informazioni contattare:
coordinamento Laboratorio compiti 3663535236 oppure inviare mail: laboratoriocompiti.liberamente@gmail.com



PROGETTO “ATTIVI SUBITO SULL’EMERGENZA” – anno 2020-21
A fine 2020, a seguito del protrarsi dell’emergenza sanitaria che ha modificato molti aspetti della realtà colpendo in particolare le persone e le famiglie più fragili, più sensibili alle contrazioni economiche e sociali, la  Fondazione Cariparma, ha promosso, assieme a CSV Emilia e Consorzio Solidarietà Sociale per la fase operativa, il progetto “Attivi subito sull’emergenza” iniziativa volta a rafforzare le molte attività, previste dalle programmazioni territoriali (Servizi Pubblici, Coop.ve sociali e Associazioni) che già operavano in aiuto alle famiglie in povertà economica e a sostegno delle famiglie con minori, giovani e adulti con disabilità.
“Attivi subito sull’emergenza” è un progetto rivolto anche alle famiglie con persone disabili, sia minori sia adulti: sono famiglie non di rado aggravate da carichi di cura che manifestano necessità di sollievo, laddove la contrazione di molti servizi e sostegni mette a rischio le opportunità relazionali e di inclusione oltre a quelle legate alla didattica e al lavoro.
Sul versante della scuola in particolare l’iniziativa ha avuto come obiettivo di fronteggiare, tramite la rete già strutturata dei Laboratori compiti le difficoltà di molte famiglie nell’acquisto di dispositivi utili alla didattica a distanza, affinché sempre meno studenti potessero essere a rischio regressione e/o rischio abbandono dell’apprendimento.
L’associazione di promozione sociale LiberaMente APS, nel suo ruolo di coordinamento del “Progetto Laboratorio compiti”, ha svolto il ruolo di referente per la fornitura alle scuole di sussidi informatici (tablet e altro) che le scuole stesse hanno potuto dare in comodato d’uso gratuito ai propri studenti in difficoltà economica per migliorare il loro accesso alla didattica a distanza-DAD. I dispositivi sono stati forniti gratuitamente, nel limite della disponibilità economica messa a disposizione da Fondazione Cariparma, agli istituti scolastici che ne hanno fatto richiesta.



   

 
 

CONTESTO E AZIONI PROGETTUALI
 
Da anni l’ITIS Leonardo da Vinci di Parma attiva azioni di orientamento, riorientamento, rimotivazione degli studenti iscritti, e percorsi progettuali originali per lo sviluppo di competenze trasversali e attività finalizzate al benessere psico-fisico degli alunni. È noto a tutti quanto sia complesso e difficile il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado che viene a coincidere con l’età adolescenziale degli alunni, già di per sé impegnativa e assorbente risorse ed energie. Essendo un’importante fase di transizione nella vita, l’adolescenza presenta una grande quantità di sfide nuove. Il passaggio alle scuole superiori presenta un grande cambiamento ambientale che mette a dura prova l’efficacia personale. Una dimensione fondamentale nel processo di costruzione della propria identità e personalità è rappresentata dall’autostima, intesa come “apprezzamento od opinione positiva di se stessi” e di conseguenza fiducia in se stessi e rispetto di se. Una buona autostima è condizione necessaria per combattere le gravi forme di disagio esistenziale, l’emarginazione scolastica e molte forme di devianza giovanile. Formarsi un solido senso di autostima è fondamentale per tutti gli individui, e soprattutto per gli studenti in situazioni di disagio (emotivo, socioaffettivo e relazionale) che spesso sono responsabili di prestazioni scolastiche carenti e di comportamenti inaccettabili. L’individuo che ha fiducia nelle proprie capacità sarà motivato a intraprendere un compito o un’attività in autonomia grazie alle proprie risorse e agli strumenti appresi. A questa si aggiunge, l’autoefficacia, cioè la convinzione sulla propria efficacia personale nell’affrontare con successo le richieste della vita, permettendo di promuovere l’assunzione di comportamenti positivi che aiutano a prevenire varie forme di disagio, favorendo condizioni di benessere psicofisico, socioaffettivorelazionale e influenzando in modo significativo la realizzazione personale. L’obiettivo primario che è stato dato alla scuola del terzo millennio, più volte ripreso nei testi normativi e nelle raccomandazioni dell’Unione Europea e fatto proprio anche dalla legislazione italiana, è di insegnare agli studenti ad apprendere. Il life long Learning, la capacità di apprendere in continuazione e in modo autonomo è indicata come la condizione necessaria per l’inclusione sociale, in una realtà caratterizzata da un cambiamento tecnologico costante e veloce. Questo attribuisce alla scuola il compito di fornire agli alunni gli strumenti intellettivi ma anche le convinzioni e le abilità auto-regolatorie che servono loro per autoistruirsi tutta la vita. Dal punto di vista della teoria sociocognitiva, gli studenti devono sviluppare le abilità necessarie per regolare le determinanti motivazionali, emozionali e sociali del loro funzionamento intellettivo oltre agli aspetti cognitivi. Inoltre si ritiene che gli adolescenti abbiano bisogno di impegnarsi nel perseguimento di obiettivi che diano loro uno scopo, un senso di realizzazione. In caso contrario diventano demotivati, annoiati o cinici, dipendenti da fonti esterne di stimolazione. In questi anni si è potuto osservare che, nella maggior parte dei casi, l’insuccesso scolastico nasce dal fatto che lo studente che arriva in questo istituto è poco “secolarizzato”, ovvero, non ha acquisito nel percorso scolastico effettuato, le competenze cognitive, ma anche relazionali, necessarie al raggiungimento del Associazione LiberaMente Vicolo Grossardi 4/A 43125 Parma (PR) successo scolastico. Da un lato si evidenzia una richiesta da parte dell'istituzione scolastica al saper vivere e relazionarsi in gruppo, ma nello stesso tempo le prestazioni a livello didattico si basano prettamente su prestazioni individuali. Dall'altra lo studente non è stato abituato a dedicare tempo allo studio e alla rielaborazione ed è convinto che la presenza sia la condizione sufficiente per il successo scolastico (in poche parole ha una percezione della propria autoefficacia di apprendimento scorretta). A ciò, si unisca il fatto che i ragazzi spesso non sono in grado di sopportare alcuna frustrazione e che, davanti ad un insuccesso, ad una difficoltà, molto spesso reagiscono con aggressività o con una rinuncia, perché poco avvezzi alla fatica. Si è quindi pensato di svolgere un’attività preventiva specifica mirata a far sì che lo studente si renda subito conto che la scuola è il luogo dove si apprende, ma che l’apprendimento non è un processo a costo zero: richiede impegno ed investimento personale. Inoltre, è necessario che i ragazzi si rendano conto che questo apprendimento comporta l'acquisizione, sia di competenze legate prettamente alla didattica, ma anche ad aspetti più squisitamente relazionali, legate al vivere in gruppo, al sentirsi parte di esso, mettendo a disposizione le proprie caratteristiche personali, in una condivisione di fini e successi. L’obiettivo è quello di fare in modo, attraverso questo progetto, che tutti gli studenti inizino la loro carriera scolastica con gli strumenti essenziali per raggiungere un successo. La scuola, che si trova, a ricevere disagio e a creare disagio, per incidere positivamente in questa area, deve avere la consapevolezza della sua fondamentale funzione educativa; deve accettare la sfida di un disagio scolastico non più saltuario, ma per così dire “modale”. La scuola, come primo luogo privilegiato dell’incontro tra società e minori vive direttamente l’esperienza dei grandi cambiamenti culturali che si riflettono sui comportamenti giovanili e si trova quindi a fare i conti, oggi più che mai, con la distanza che si è creata tra la propria cultura e quella dei giovani. Questa difficoltà di incontro tra la cultura dei giovani e la cultura della scuola ha evidentemente conseguenze particolarmente pesanti sui giovani provenienti da diversi ambienti familiari, finendo per tradursi in non comunicazione e disadattamento. È necessario quindi che la scuola sappia “costruire” le situazioni adatte ad accogliere tutti e permetta a tutti di entrare in relazione con essa. Ovviamente, non può essere sola nel sostegno ai ragazzi, è quindi necessaria l'attivazione di una rete sociale che veda il coinvolgimento della famiglia, la società e il territorio. Oggi, più che mai, assistiamo agli effetti dei profondi cambiamenti economici e culturali che sviluppano spesso, orientamenti valoriali dominanti come il successo, il denaro, l’edonismo ecc., condizionando gli obiettivi che i ragazzi si danno. È dunque un dovere, della famiglia e della società nel suo insieme, far comprendere ai giovani, che istruzione e formazione sono valori fondamentali per il loro futuro, e proprio questi soggetti in collaborazione con l'istituzione scolastica, devono aiutare ad offrire a questi stessi ragazzi valide alternative a scelte sbagliate. Il progetto propone un intervento integrato che prevede tipologie di attività da realizzare in tutti i contesti di riferimento dei ragazzi coinvolti. È prevista la realizzazione di attività educative avviate nel contesto scolastico, che proseguono in ambito extrascolastico, ovvero le sedi delle associazioni e cooperative del territorio. Esso prevede anche attività rivolte agli adulti di riferimento, genitori e docenti, riconoscendo l'importanza di motivare anche loro, sostenendoli nell'arduo compito educativo, nelle funzioni pedagogiche e formative. È fondamentale però, che gli interventi attivati fino ad ora, non rimangano isolati e diventino un modus operandi che si consolida nel tempo. Occorrono più interventi differenziati dunque, che, partendo dal presupposto che non esistono ragazzi a rischio, ma esistono ragazzi in situazioni a rischio, identifichino queste ultime, affrontandole con atteggiamento elastico per capire da dove parte il “disagio”, cercando di assicurare un futuro migliore a generazioni di ragazzi. Di questo bisogna essere consapevoli quando si vuole produrre un risultato sociale, soprattutto se non si tratta di un fenomeno marginale ma di un fenomeno che tocca un’ampia fascia della popolazione scolastica. La responsabilità non è più la ricerca del colpevole, ma è un mettersi in gioco per trovare una soluzione possibile rivedendo i comportamenti e le competenze. Non è il singolo progetto che può modificare la situazione, ci vogliono idee forti che
 
1) la prevenzione, che deve essere in primo luogo selezione di attività e interventi mirati ed efficaci;
 
2) la rete: la scuola non può affrontare da sola l’insieme di problemi che si trova inevitabilmente di fronte, ma non può neppure pensare di delegare ad altri la sua funzione che è centrale. La rete deve nascere intorno a precisi obiettivi condivisi;
 
3) il protagonismo e la responsabilizzazione dei giovani che devono recuperare il protagonismo, sentirsi responsabili della propria crescita, cittadini attivi nel proprio territorio. Tutto ciò è probabilmente il primo passo per una scuola che sia promotrice di successo formativo e non solo trincea contro il disagio. Questi sono gli obiettivi generali del progetto che punta l’attenzione alle nuove generazioni basandosi su una visione strategica e di lungo periodo che sappia rafforzare la sinergia tra istruzione formale, istruzione informale, formazione professionale e sistema produttivo.
 
AZIONI DI PROGETTO
 
All’interno della scuola è importante la figura dello psicologo scolastico, quale punto di riferimento per gli insegnanti, per i ragazzi e, in un’ottica di sviluppo e innovazione, anche per i genitori. Esso non esercita solo un ruolo di tipo diagnostico-valutativo, né attua unicamente interventi di counseling psicologico legati allo sportello d’ascolto ma collabora con le varie componenti scolastiche ed extrascolastiche per promuovere un clima di benessere in un atteggiamento di rete. Ciò favorisce da un lato l’apprendimento e la crescita personale degli alunni, dall’altro un contesto collaborativo tra gli adulti impegnati a vario titolo nel mondo della scuola, tendendo a prevenire ogni tipo di disagio. Lo Psicologo ha l’obiettivo, dunque, di migliorare il benessere scolastico e soprattutto facilitare la condivisione dei significati delle azioni scolastiche per rendere la scuola un luogo in cui ci si senta valorizzati e legittimati.
 
Il ruolo dello psicologo è quello di programmare con gli insegnanti l’avvio di:
 
1.       percorsi di gruppo di tipo laboratoriale che possono essere sia di classe che interclasse
 
        - laboratori di accoglienza delle classi prime

 
 
        - laboratori di primo livello (Interventi di prevenzione e contrasto ai principali fattori di rischio in adolescenza)



 
 
 
        - laboratori di secondo livello (interventi di gestione delle problematiche relazionali di classe)
 
2.       orientamento ed accompagnamento di ragazzi/e, insegnanti e genitori presso lo Sportello d’ascolto

 
 
3.       orientamento ed accompagnamento di ragazzi/e in situazioni di difficoltà presso lo Sportello didattico.
 
4.       percorsi di cittadinanza attiva di impegno sociale, presso la sede di LiberaMente, che possano rispondere in maniera mirata alle diverse esigenze e bisogni dei ragazzi
 
 
MARILENA MASURI, è iscritta all’albo degli psicologi dell’Emilia-Romagna. Psicologa scolastica dell’ITIS Leonardo da Vinci di Parma. Componente del direttivo nel ruolo di Vicepresidente. Esperienza pluriennale in qualità di Formatore per docenti di scuola di ogni ordine e grado; per studenti di scuola di ogni ordine e grado; per professionisti nell’ambito dei disturbi e delle difficoltà di apprendimento e dinamiche legate all’adolescenza. Ha collaborato con l’ACAV (Centro antiviolenza di Parma) e successivamente con L’Associazione LiberaMente, per progetti di sensibilizzazione e prevenzione del bullismo e di qualsiasi forma di violenza di genere.
 
È particolarmente attiva e ha acquisito importanti competenze nelle seguenti aree di intervento:
 
·        noia, apatia e demotivazione, difficoltà relazionali; mancanza di autostima; scarso rendimento scolastico e difficoltà di apprendimento, mancanza di obiettivi, ansia, capacità di scelta, gestione delle emozioni in adolescenza
 
·         nell’intervento psico-educativo per la risoluzione di problematiche di diversa natura dei gruppi classe.

 
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