“La prevenzione consente di pensare ad un luogo ideale che può diventare reale, dove, ad esempio, il maltrattamento può non accadere, o meglio, può accadere qualcosa – un apprendimento, uno sviluppo di competenza... - per cui l’unica risposta esistenziale di fronte al disagio, allo stress, al non so cosa fare non è più solo violenza o inadeguatezza, ma una strategia altra...”.

Si pone necessariamente una domanda: “ possibile e come fare una corretta prevenzione dell’abuso sessuale all’infanzia?”. La violenza all’infanzia è un fenomeno ad eziologia multifattoriale per cui l’interdisciplinarietà è una condizione indispensabile per poter fare progetti preventivi efficaci che coinvolgono i bambini e la famiglia. E’ essenziale definire la differenza tra i vari tipi di prevenzione nell’ambito dell’abuso sessuale.

La prevenzione terziaria: è relativa a quelle situazioni che sono già talmente degradate che gli obiettivi, gli strumenti e anche i risultati di una prevenzione non possono essere che limitati.
La prevenzione secondaria: è relativa alla rilevazione delle condizioni di rischio. E’ necessaria a tal fine un’osservazione attenta del bambino, del suo comportamento, delle relazioni genitore–bambino nei diversi contesti socioculturali da parte di tutte le professionalità coinvolte con il minore e la sua famiglia.
La prevenzione primaria: è relativa invece all’evitamento di tutte le condizioni che nella vita familiare possono condurre ad una situazione di tensione eccessiva, di conflitto ed anche al manifestarsi di violenza.

Per quanto riguarda la messa in opera di forme concrete di prevenzione, sarebbe utile agire in questo modo:

  • costituire un comitato etico composto da giornalisti ed esperti di problemi di violenze sessuale quali psichiatri, psicologi, criminologi, sociologi, magistrati, assistenti sociali che siano in grado di fornire informazioni corrette circa questi fenomeni ai mezzi di comunicazione di massa... segue
  • avvio di campagne pubblicitarie che, come è già stato fatto per importanti malattie a diffusione endemica, suggeriscono una serie di comportamenti elementari per la prevenzione... segue
  • potenziamento di centri di consulenza convenzionati e intervento precoce; bisognerebbe anche qui lavorare sulla prevenzione per quanto riguarda tutta la famiglia, creando dei presidi territoriali specializzati e molto diffusi per il trattamento di queste patologie: ad esempio, presidi convenzionati che possano garantire una grande velocità nella decisione della presa in carico... segue
  • educazione sessuale degli adulti: l’idea diffusa è che l’educazione sessuale sia qualcosa che vada rivolto ai bambini, che data la loro giovane età ed esperienza devono venire guidati da un adulto, in questo mondo che viene percepito come intricato e forse anche un po’ pericoloso. Sarebbe anche giusto informare circa tutta una serie di aspetti della sessualità che nella loro esperienza affettiva non hanno sufficientemente messo a punto. Rimane però il dubbio che trattare in maniera diffusa e civile i problemi della sessualità possa favorire anche negli adulti una maggior coscienza di tutta una serie di fenomeni che attraversano e condizionano il nostro rapporto con noi stessi e i nostri partner... segue

Per saperne di più:

- iniziative di sensibilizzazione
- strategie di prevenzione e di contrasto
-
nuova strategia contro la violenza