L’abuso Ŕ una fenomenologia che affonda le sue radici nella storia dell’umanitÓ e che Ŕ stata ed Ŕ tenuta nascosta in quanto patologia occulta ed inconfessabile, per un evidente contrasto con basilari principi della morale collettiva e della convivenza comune.

L’importanza del lavoro di rete si riscontra soprattutto nell’approccio iniziale al problema, quando si tratta di fatto di essere recettivi ed attenti di fronte ai primi elementari problemi che inducono a sospettare una situazione di disagio nel minore.
Questo lavoro comporta un confronto tra diversi punti di vista: psicologico, giuridico, e medico. Mentre i primi due sono ormai collaudati, l’ambito sanitario si mostra in genere impreparato ad affrontare tematiche relative a questo problema. E’ difficile, infatti, per gli operatori sanitari in situazioni di questo tipo, valutare un sintomo sulla base della storia clinica ricostruibile, giungendo ad un’ipotesi diagnostica verosimile. In genere, le forme più eclatanti vengono precocemente riconosciute, quelle più lievi diventano evidenti solo se il bambino mostra una grande sofferenza.

Data la complessità ed i possibili livelli di gravità delle situazioni di abuso, nell’affrontare il problema, è possibile pensare agli interventi sugli abusi all’infanzia, come di seguito riportati, tenendo conto di alcuni parametri pratici:

a) la segnalazione all’Autorità Giudiziaria può essere effettuata da qualsiasi persona o Istituzione, di carattere pubblico o privato, che sia pervenuta a conoscenza di una situazione lesiva o pericolosa per la salute fisica o psichica di un minore. Nella segnalazione occorre esporre, in forma chiara e sintetica, gli elementi osservativi che hanno condotto al sospetto.

b) il pediatra di base ed il Pronto soccorso rappresentano, spesso, i primi soggetti in grado di raccogliere segnali di disagio e di sofferenza da parte del bambino e del suo ambiente familiare. E' proprio in ambito pediatrico che si realizza la possibilità di raccogliere ed interpretare tempestivamente i segnali di rischio di abuso o di abuso conclamato, operando una prima valutazione degli elementi clinici, anamnestici e ambientali che riguardano il bambino.

c) ogni segnalazione dovrebbe essere inoltrata sia alla Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario sia al Tribunale per i Minorenni. Diverse sono le competenze: il Pubblico Ministero si occupa di individuare l’eventuale colpevole e di accertarne le responsabilità penali, mentre il Tribunale per i Minorenni opera allo scopo di tutelare l’interesse del minore, attuando le decisioni più idonee per garantirne la protezione. Le indagini da parte delle due Procure dovrebbero avvenire in collaborazione per evitare di sottoporre il bambino ad un eccesso di investigazione e di interviste.

d) l’intervento dei Servizi Sociali, su disposizione del Tribunale per i Minorenni, è volto soprattutto a valutare l’assetto familiare. In questo caso possono essere attuate misure giuridiche di protezione rivolte al minore: affidamento del minore al Servizio stesso, allontanamento dall’ambiente familiare o dal genitore ritenuto responsabile. L’intervento e l’accertamento da parte dei Servizi Sociali si rendono necessari anche quando emergono sospetti di abuso psicologico e/o di trascuratezza.

e) quando alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario sia giunta la segnalazione di un supposto abuso fisico e/o sessuale, si rendono necessari l’audizione del minore presunta vittima e l’interrogatorio dell’indagato. Il magistrato inquirente potrà attivare anche altre consulenze tecniche di natura medico–legale, indirizzate all’esame fisico del bambino e al rilevamento di segni correlati con l’ipotesi di reato.

f) l’attività investigativa condotta dalla Polizia Giudiziaria, in accordo con il Pubblico Ministero, comprende intercettazioni telefoniche, perquisizioni, appostamenti e pedinamenti oltre alle informazioni testimoniali.

E’ importante e necessario, dunque, creare una rete multidisciplinare in grado di superare campanilismi interni e diffidenze, ma anche di definire e di integrare le specifiche competenze. Tale rete dovrebbe consentire di creare uno spazio fisico e mentale, entro il quale trovare il tempo per pensare ma soprattutto per poter condividere e trasformare (per poter poi comprendere ed agire) le emozioni che situazioni di questo genere suscitano senza lasciarsi travolgere dalla loro intensità.

Per approfondimenti vedi: La rete - organizzazione dei Servizi Integrati